Automotive e Industria 4.0: la rivoluzione corre veloce. Le novità dall’assemblea ANFIA

La “quarta rivoluzione industriale”, quella che viene appunto definita Industria 4.0 – quella delle fabbriche intelligenti, per intenderci – è stata al centro dell’assemblea pubblica dell’Anfia che si è svolta qualche giorno fa a Cassino, presso lo stabilimento FCA, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi e del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Nel post di questa settimana vogliamo raccontarvi tutte le novità emerse nel corso dell’assemblea, perché la ‘rivoluzione’ del settore avrà ovviamente ripercussioni anche sulle strategie adottate dal Polo Automotive e da tutti i suoi partner.

Una rivoluzione che è stata definita come un cambio di paradigma tecnologico, ma anche delle competenze, destinato a dare un contributo importante al rilancio del sistema produttivo del manifatturiero italiano, e che incide sulla catena del valore attraverso lo sviluppo di ecosistemi allargati, in cui imprese, fornitori e partner dialogano e cooperano tra loro creando filiere virtuali. 

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L’intervento del premier Renzi

Dopo l’introduzione del Direttore ANFIA Gianmarco Giorda, l’evento ha preso il via con l’intervento di Aurelio Nervo, Presidente ANFIA, che dopo una disamina dello scenario e delle dinamiche che caratterizzano gli attuali trend evolutivi a livello internazionale, ha effettuato un’analisi dei fattori di cambiamento economico e culturale che questi implicano, in particolare riguardo al mondo della mobilità. Il Presidente si è poi soffermato sull’evoluzione dello scacchiere mondiale delle vendite e della produzione di autoveicoli, dando anche una rapida fotografia della situazione italiana.

Il cuore dell’intervento è stato dedicato al tema centrale dell’assemblea: la digitalizzazione e il paradigma Industry 4.0 come driver di sviluppo per le imprese della filiera automotive. “Le nostre imprese sono chiamate a dare un contributo importante all’innovazione del comparto manifatturiero sfruttando digitalizzazione e connettività come leve abilitanti essenziali per l’ammodernamento del sistema produttivo – ha dichiarato Nervo – Secondo l’indagine ISTAT sull’innovazione nelle imprese nel periodo 2012-2014, il settore automotive ha investito, in termini di spesa per l’innovazione, 8.200 euro per addetto nel 2014, contro una spesa media di 6.200 euro. Gli investimenti per l’innovazione del settore automotive riguardano per il 71,8% della spesa complessiva la Ricerca & Sviluppo, per il 16,2% gli investimenti in macchinari e altre tecnologie materiali e per il 12% l’acquisto di tecnologia immateriale (come brevetti, licenze, know-how e servizi di consulenza). Il paradigma Industry 4.0 può conoscere una piena realizzazione, nella nostra filiera, a patto che siano soddisfatte alcune condizioni fondamentali: il superamento del gap dimensionale e del digital divide delle imprese italiane, supportato da azioni di sostegno agli investimenti; il networking, attraverso la creazione di filiere virtuali, delle tante eccellenze automotive presenti sul territorio, puntando su progetti che facilitino anche l’esportazione e la creazione del valore sull’intera catena. Infine, una riqualificazione adeguata del capitale umano, attraverso la diffusione delle digital skills nei loro aspetti funzionali, specialistici, collaborativi e olistici, una maggior cooperazione con il mondo accademico e un proficuo confronto con le Parti Sociali, costituiscono un altro punto essenziale. Il cambio di paradigma comprende anche un nuovo modo di dialogare per tutti gli attori in gioco, politica compresa – ha aggiunto Nervo – L’innovazione di processo, che verrà spinta e accelerata dalle misure di iperammortamento di macchinari e software, è un presupposto importante, ma necessita di una seconda gamba fondamentale: quella del supporto alla realizzazione di progetti di R&D Industry 4.0 che siano indentificabili con parametri chiari, e che vedano la guida di prime contractor, figure chiamate a svolgere il ruolo di integratori di filiera, facendosi garanti per le diverse componenti ed espressioni in essa rappresentate e collaborando con i Digital Innovation Hub nell’organizzare la domanda di finanza per l’innovazione. Per realizzare tutto questo serve, alla base, una legislazione armonizzata, stabile e competitiva”.

Il presidente Anfia, Aurelio Nervo

Il presidente Anfia, Aurelio Nervo

La relazione di Alfredo Altavilla, Chief Operating Officer Europe, Africa and Middle East (EMEA) di Fiat Chrysler Automobiles N.V. si è concentrata sulle tecnologie e sui processi già adottati da FCA – come l’esplorazione di forme di intelligenza artificiale per la collaborazione uomo-robot o l’additive manufacturing – nel suo percorso di avvicinamento ad un ambiente di lavoro 4.0, esaminandone anche le principali sfide e ostacoli. Lo stabilimento in cui si è svolta l’Assemblea, completamente ripensato per ospitare le nuove creazioni Alfa Romeo, costituisce, inoltre, un modello di eccellenza dal punto di vista della sostenibilità ambientale, un altro aspetto decisamente 4.0.

Il succesivo intervento del Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha riguardato gli orientamenti di politica industriale assunti dal Governo con il Piano Nazionale Industria 4.0 – che prevede, di qui al 2019, 20,4 miliardi di euro di incentivi e sgravi fiscali di cui le imprese possono usufruire in modo semplice – e con la Legge di bilancio attualmente all’esame del Parlamento. L’intervento seguente, di , Vice Presidente Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali, si è focalizzato sulla necessità di accompagnare il processo di trasformazione dell’industria con adeguati strumenti formativi e finanziari e con un’evoluzione delle relazioni industriali in linea con il nuovo modello della manifattura intelligente.

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Il ministro Carlo Calenda

In chiusura, è intervenuto il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha illustrato nel dettaglio le azioni intraprese e i provvedimenti avviati dal Governo per il rilancio della competitività del settore manifatturiero italiano, riuniti nel Piano Nazionale Industria 4.0, che punta a potenziare in chiave 4.0 strumenti incentivanti già in vigore e di dimostrata efficacia.

Per chi investe in innovazione, il piano prevede una proroga del superammortamento al 140% sugli investimenti in beni strumentali materiali e l’introduzione di un iperammortamento al 250% sugli investimenti in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese in chiave Industria 4.0. A ciò si aggiunge la proroga a tutto il 2017 della nuova Sabatini, per facilitare il finanziamento degli investimenti delle imprese e che prevedrà una linea dedicata a Industry 4.0. Di significativo impatto anche il rafforzamento, la semplificazione e la conferma fino al 2020 del credito d’imposta alle attività di R&D, nonché, come strumento di garanzia, il plafond dedicato a progetti e piattaforme di Industry 4.0 di Cassa Depositi e Prestiti. Il Ministro ha parlato dell’automotive come “frontiera”, affermando che anche se con il Piano Nazionale Industria 4.0 il Governo ha scelto di non adottare politiche settoriali, è consapevole della forza trainante dell’automotive. “Affinché nel processo di modernizzazione sia coinvolta tutta la filiera e si faccia un uso efficace degli strumenti fiscali e finanziari che il Governo ha messo a disposizione delle imprese – ha commentato il Presidente ANFIA – occorre uno sforzo di orientamento delle nostre PMI per aggregare la domanda di finanza e di innovazione nella convinzione che l’intero settore – dalle grandi aziende ai fornitori di secondo e terzo livello – possa assumere con impegno il ruolo di leader nel percorso di trasformazione in atto”.

ALLEGATI (dal sito web di Anfia)

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