“Carta di Pescara”, fari puntati sull’industria (sostenibile) abruzzese

Della Carta di Pescara, il documento programmatico con cui la Regione Abruzzo ha voluto mettere a sistema istituzioni pubbliche, imprese, università ed enti di ricerca per dare sostegno all’industria sostenibile, vi abbiamo già parlato in questo post.

Ora, però, la Carta è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo, e quindi diventa il documento di riferimento per l’economia regionale.

 

IL DOCUMENTO

La Carta di Pescara, sottoscritta dalla Regione Abruzzo e da imprese, Università ed enti di ricerca, codifica il modello di sviluppo regionale e offre alle imprese che lo sottoscriveranno un percorso di partenariato con la Regione che riconosce specifiche convenienze per le realtà imprenditoriali che s’impegnano a perseguire gli obiettivi dell’industria sostenibile.

La Carta individua due tavoli di lavoro permanenti per il confronto tra la Regione ed il sistema della ricerca e delle imprese, denominati rispettivamente: “Energia e gestione degli impatti ambientali” e “Ricerca, trasferimento tecnologico, innovazione e Capitale umano” .

 

IL RIFERIMENTO EUROPEO

Il documento è ispirato alle politiche europee in materia ambientale, occupazionale e sociale (e, in particolare, alla Strategia Europea 2020), e vuole creare, in Abruzzo, le condizioni per una crescita più intelligente, sostenibile e solidale al fine di raggiungere entro il 2020, anche nella nostra regione, gli obiettivi quantitativi fissati dall’Unione Europea.

La Carta di Pescara rappresenta dunque il supporto fondamentale per raggiungere tali obiettivi perché impegna quanti la sottoscrivono non solo alla cooperazione, ma anche all’adozione di specifici standard operativi per attuare la cosiddetta “industria sostenibile”, ossia un’attività manifatturiera ispirata ad almeno una di queste dimensioni:ambientale, economica, sociale.

 

LE AGEVOLAZIONI

Tra le agevolazioni che assicura, semplificazioni procedimentali, riduzione degli oneri amministrativi, fiscali e tributari, conagevolazioni finanziarie e legislazione di sostegno.

Ma non solo; tra gli altri vantaggi assicurati dall’adesione alla Carta: inserimento nei bandi/avvisi a valere su FESR e FSE Abruzzo 2014- 2020 di specifiche linee di intervento dotate di budget dedicato, ovvero previsione di criteri di premialità; applicazione della massima intensità di sostegno finanziario concedibile alle aziende aderenti; semplificazioni dei procedimenti per le certificazioni ambientali; riduzione degli oneri di verifica e controllo periodico per le emissioni di reflui solidi, liquidi e gassosi; sconti per gli oneri di urbanizzazione e sulle tariffe per i servizi idrici e fognari; efficientamento energetico agevolato; riduzione dei tempi procedimentali per le autorizzazioni ambientali; agevolazioni finanziarie per le nuove imprese sostenibili. E ancora: l’aggiornamento delle competenze professionali dei propri dipendenti, l’ospitalità di ricercatori a costo zero,  i bonus finanziari per le assunzioni (per i dettagli vi rimandiamo, ancora, alla consultazione del documento).

 

IL COMITATO DI PILOTAGGIO

Intanto è nato anche l’organismo che dovrà indirizzare le scelte tecniche e di merito della Carta di Pescara.

“Con l’insediamento del Comitato di Pilotaggio rispettiamo i tempi che c’eravamo dati quando abbiamo presentato la Carta di Pescara – ha detto il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli – Il Comitato è l’anima di questo documento, nel senso che dovrà indicare di concerto con le imprese, nel rispetto di quel metodo partecipativo che ha dato vita alla Carta stessa, i criteri premianti di sostenibilità ambientale, sociale ed economica in tema di sviluppo sostenibile. Ma dovrà anche consolidare con le imprese e il mondo della ricerca quel confronto necessario per migliorare e implementare la Carta stessa”.

Il Comitato è presieduto dal direttore generale della Regione, Cristina Gerardis e composto da direttore del Dipartimento Lavoro e Sviluppo economico, dai direttori dei Dipartimenti interessati, da un rappresentante dell’Università, del sindacato e delle imprese per ognuno dei cinque domini tecnologici.

Tra i compiti principali figurano: la scelta dei requisiti di sostenibilità premianti e necessari per aderire alla Carta, prevedendo un’adesione ‘base’ ed una ‘avanzata’; le modalità di funzionamento di due tavoli di lavoro permanenti per il confronto tra la Regione ed il sistema della ricerca e delle imprese: “Energia e gestione degli impatti ambientali” e “Ricerca, trasferimento tecnologico, innovazione e Capitale umano”.

L’organismo dovrà poi avviare la progettazione del Premio annuale dell’Industria sostenibile e la Fiera biennale dell’Industria sostenibile, manifestazioni volute dal Vicepresidente Loli per far entrare l’idea di sviluppo sostenibile nel quotidiano delle imprese e dei cittadini. Entro giugno 2017, si dovrà portare a compimento il censimento delle strutture e dei laboratori di ricerca e la conseguente mappatura dei risultati delle ricerca su cui basare il trasferimento tecnologico. Il Comitato sarà il raccordo tra la componente politica e quella delle imprese e della ricerca, ma anche l’organismo che dovrà indicare le criticità evidenziate dalla Carta e proporre eventuali elementi correttivi.

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-> CARTA DI PESCARA

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