Intervista al presidente Ranalli: partiti con la Fase II, ecco cosa ci aspetta

Prima di andare in ferie, e goderci un po’ di riposo in attesa di riprendere la nostra attività a settembre, con tantissime novità in cantiere, abbiamo intervistato il presidente del Polo Innovazione Automotive, Giuseppe Ranalli, che fa il punto sul Polo Automotive e anticipa alcune interessanti novità.

Il presidente del Polo Automotive, Giuseppe Ranalli

Il presidente del Polo Automotive, Giuseppe Ranalli

Dopo aver concluso la Fase I, come avevamo raccontato in questa intervista, il Polo Innovazione Automotive ha intrapreso la sua seconda fase. A che punto siamo?
Ormai da quasi un anno abbiamo concluso la prima fase del Polo, che ci ha visti protagonisti di ben 16 progetti di ricerca (8 a livello regionale, 4 a livello nazionale e 4 europeo) e 24 progetti di trasferimento tecnologico. Da questo bagaglio di esperienza, fatto soprattutto di ricerca e innovazione, siamo partiti con la fase II, che ha coinvolto i nostri partner in altri progetti di ricerca e innovazione tecnologica.
 
Nello specifico, il Polo Innovazione Automotive è stato protagonista assoluto del Bando Automotive, promosso dalla Regione Abruzzo e del quale, poche settimane fa, è stata pubblicata la graduatoria.
Esatto, siamo molto soddisfatti dell’esito del Bando, perché le aziende partner del Polo hanno visto riconosciuta la validità dei progetti presentati. In particolare, dei 12 raggruppamenti d’impresa ammessi e finanziabili per progetti di ricerca e sviluppo sperimentale nell’ambito dell’Avviso, 11 raggruppamenti hanno come soggetto proponente aziende appartenenti al Polo Automotive. E, complessivamente, ben 17 aziende aderenti al Polo figurano nei raggruppamenti ammessi a finanziamento (vedi qui per maggiori approfondimenti).
 
Per il Polo, dunque, una grande soddisfazione. Qual è il vostro segreto?
Direi che ciò che rende vincente il Polo Automotive è il ‘gioco di squadra’, il continuo scambio di competenze e conoscenze. D’altra parte la nostra mission, è sempre utile ricordarlo, è proprio quella di favorire aggregazioni  per mettere a sistema competenze, esperienze e strutture per attività di R&D, progettazione-industrializzazione e produzione di veicoli dedicati e specializzati per il trasporto di prodotti all’utente finale attraverso soluzioni eco-smart (ecologiche, intelligenti e sostenibili).
 
Quali innovazioni, nello specifico, porteranno questi progetti di ricerca?
I progetti finanziati – per complessivi 15 milioni di euro di investimento – sono orientati proprio alle tematiche strettamente legate a ricerca e innovazione, come per esempio l’alleggerimento dei materiali, la sostenibilità ambientale, la riduzione dei consumi e il facile riutilizzo a fine vita. Alcuni di essi, nello specifico, saranno orientati alla produzione del nuovo Ducato prodotto in Sevel.
 

Il nuovo Fiat Ducato annunciato qualche mese fa

Il nuovo Fiat Ducato annunciato qualche mese fa

Il settore dell’automotive, d’altra parte, sembra trainato soprattutto dal comparto dei veicoli commerciali. E questo vale soprattutto in Abruzzo, per la presenza della Sevel, la fabbrica del Ducato.
Dopo la crisi degli scorsi anni il mercato dei veicoli commerciali ha anticipato la ripresa con una costante crescita negli ultimi 12 mesi, come confermato dai dati ACEA. Nell’Unione Europa le consegne di veicoli commerciali sono lievitate del 14.7% (208.077 unità). Anche l’Italia è cresciuta, pur rimanendo sotto la media: +4,9%(12.550).
Da inizio 2015 sono stati targati nell’Unione Europea più di 1,5 milioni veicoli professionali nuovi (fra leggeri, medi, pesanti e bus), che significano un’espansione dei volumi del 12,2%. Il Regno Unito ha scavalcato da tempo la Francia (insieme, i due Paesi valgono il 41% delle immatricolazioni comunitarie) quale primo mercato con 324mila unità (+19,2%) contro 308mila (+1,9%). L’Italia non è lontana dalla media (+10%, 105.456), e rappresenta il quinto mercato  a livello Europeo.
 
Possiamo quindi dire che è questo il settore dove investire? E, nello specifico, in cosa si deve investire?
I driver principali sono quelli dell’ICT/interconnessione fra veicoli e veicolo/infrastruttura e dell’alleggerimento e la riduzione delle emissioni (propulsione elettrica).
In questo scenario la regione Abruzzo gioca un ruolo centrale in quanto sede produttiva di FCA per il Ducato, attraverso la collegata Sevel. Proprio quest’anno, d’altra parte, la capacità produttiva dello stabilimento Sevel potrebbe arrivare al suo massimo di 290.000 veicoli prodotti, con nuove assunzioni e nuovi progetti futuri.  Senza dimenticare il comparto delle due ruote, con la Honda e il suo indotto, che rappresentano un’altra direttrice su cui puntare.

A questo proposito, secondo il quadro disegnato recentemente dal Dossier Abruzzo, il rapporto del Cresa (Centro studi delle Camere di Commercio abruzzesi) sull’economia regionale, in Abruzzo la ripresa economia dell’industria è trainata soprattutto dal settore automotive.
Dal Dossier Abruzzo è emerso che è la grande industria manifatturiera – e in particolare il settore automotive del chietino, oltre al polo elettronico della provincia dell’Aquila - a trainare la timida ripresa dell’economia abruzzese, cresciuta nel 2015 dello 0,2%. Un risultato inferiore a quello nazionale (+ 0,8%) ma comunque positivo, perché giunge al termine di un lungo periodo di recessione. A questo proposito si è parlato di “ripresina” abruzzese, che si innesta nel generale miglioramento delle condizioni dell’economia italiana - tornata a crescere grazie soprattutto ai prezzi bassi del petrolio, alla debolezza dell’euro e alla ripresa della domanda interna – ma ha anche caratteristiche precipue, ad esempio l’aumento delle esportazioni, cresciute del 7,3% rispetto al 2014, il doppio della media nazionale (3,7%). L’incremento dell’export si è concentrato in particolare nelle province di Chieti (+9,4%) e L’Aquila (+16,2%) e ha riguardato soprattutto i mezzi di trasporto e i prodotti elettronici, settori nei quali operano grandi aziende multinazionali. Che ci sia un’inversione di tendenza di segno positivo lo dicono anche altri indicatori, come l’occupazione, che dopo anni di contrazione è tornata ad aumentare (+0,1% il dato congiunturale, +0,8% quello tendenziale) e il fatturato (incremento tendenziale 7,2%). In questo contesto il settore Automotive, e in particolare il polo della provincia di Chieti, gioca un ruolo determinante.

 
Il Polo Automotive è impegnato sul fronte della ricerca e dell’innovazione, ma anche su quello della formazione
Esatto, il Polo Automotive partecipa attivamente alle attività dell’ITS Sistema Meccanica di Lanciano, che si conferma di anno in anno polo di eccellenza rispetto alla formazione post-diploma, con un tasso di occupazione, a un anno dal diploma, che supera l’80%. Proprio in questi giorni, inoltre, sono aperte le iscrizioni al nuovo corso Its (è il sesto attivato dalla Fondazione con sede a Lanciano) “Tecnico superiore per l’automazione ed i sistemi meccatronici”. (maggiori info QUI).
 
Per concludere, anche il Polo andrà in ferie? E da settembre, cosa dobbiamo aspettarci?
Ad agosto rallentiamo le nostre attività, ma siamo comunque attivi nel supportare le aziende partner nell’allestimento dei nuovi progetti di ricerca finanziati dal recente Bando della Regione Abruzzo.
Contemporaneamente, siamo in attesa della graduatoria di un altro Avviso della Regione a cui le nostre aziende partner hanno partecipato. Si tratta di un bando, per 9 milioni di euro, che riguarda Contratti di sviluppo che possono essere sottoscritti solo nell’ambito dell’Automotive. Da settembre ripartiranno anche le attività del Cluster nazionale Trasporti Italia 2020, associazione di cui facciamo parte costituita da sessanta associati, in rappresentanza dei maggiori player italiani, industriali e scientifici, nel settore mobilità e trasporti.
E poi ci sono tantissime altre novità e tante idee in cantiere da sviluppare, di cui vi racconteremo dopo l’estate.

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