Ecco Shelter, il box contenitore che rivoluzionerà il sistema dei trasporti ‘leggeri’

Inauguriamo questa settimana un nuovo ciclo di interviste dove i rappresentanti di alcune nostre aziende partner ci racconteranno i progetti di ricerca nei quali sono stati coinvolti nell’ambito delle attività Por Fesr 2007-13 della Regione Abruzzo. Si tratta di 8 progetti che si sono già tutti conclusi con importanti ricadute sul sistema produttivo e occupazionale.

Iniziamo con l’intervista ad Antonio Di Cosimo (gruppo Di Cosimo) relativa al progetto Shelter, che ha concepito un nuovo concept di box-contenitore che rivoluzionerà il sistema dei veicoli commerciali leggeri e consentirà a molti settori, in particolare nei trasporti, di risparmiare tempo, consumi e quindi riduzioni importanti di CO2.

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Breve presentazione azienda/ruolo aziendale

La prima società del Gruppo Di Cosimo, CETEAS, nasce nel 1980 per fare manutenzione di carrelli elevatori e sistemi automatici di movimentazione. Nel corso degli anni  l’azienda, ampliando la propria gamma di servizi, è arrivata a servire la maggior parte dei clienti più significativi della regione Abruzzo. Oggi, sotto il claim “Gruppo Di Cosimo-Only Quality”, ritroviamo ben 8 società in grado di rispondere a 360° alle esigenze di logistica delle aziende.

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La sua aziende è stata coinvolta dal Polo Automotive come capofila di SHELTER, uno degli otto progetti di ricerca conclusi nell’ambito del Por Fesr 2007-2013 della Regione Abruzzo. Può spiegarci, in breve, cosa sono questi progetti?

Si tratta di otto progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale che hanno risposto all’Avviso Pubblico POR FESR 2007-13 ATTIVITÀ I.1.1 “SOSTEGNO ALLA REALIZZAZIONE DI PROGETTI DI RICERCA INDUSTRIALE E DI SVILUPPO SPERIMENTALE per imprese aggregate in Poli di Innovazione”.

Ogni progetto prevede la partecipazione di più partner; nella scelta dei progetti, grande attenzione è stata dedicata alla ricaduta e l’impatto potenziale sulla filiera e sul fatturato del prodotto/processo interessato dal progetto. E’ stato anche considerato l’impatto sull’occupazione, sia in termini di mantenimento di quella esistente che di quella nuova, derivante da nuovi prodotti/processi che possono scaturire dal progetto. 

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Quali sono gli obiettivi specifici di questo progetto di ricerca?

Il progetto rientra nelle attività del Polo riguardanti le innovazioni dedicate al prodotto nell’ambito “Allestimenti e trasformazioni veicoli commerciali e multienergy” e si pone l’obiettivo di progettare e realizzare un concept di shelter (box contenitore) per veicoli commerciali trasformati. Nello specifico, il progetto mira a: rendere caricabile/scaricabile il modulo dal veicolo in pochi minuti; economizzare l’investimento consentendo di combinare più moduli insieme, adibiti a usi diversi, sullo stesso veicolo.

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Con quali partner avete collaborato?

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Abalog e Ceteas (entrambe del gruppo Di Cosimo) con Fiat, Università degli Studi dell’Aquila, Design Innovation e San Marco Veicoli. Ogni azienda ha dato il suo contributo in merito a un aspetto specifico.

Abalog si è occupata di specifiche e bisogni del cliente e del supporto alla stesura specifica tecnica e delle scelte progettuali. Il ruolo di Fiat ha invece riguardato la definizione di specifiche di interfacciamento con veicolo e l’identificazione di criteri di validazione. Ceteas è stata coinvolta nella costruzione di uno shelter scarrabile e della sua applicazione ad uno dei propri prodotti (semirimorchi, ribaltabili), mentre l’Università ha gestito l’affiancamento/coordinamento delle attività di progettazione, la ricerca sui materiali, analisi strutturali, progettazione e prototipazione dei dispositivi con cui collegare reversibilmente più moduli shelter sui propri rimorchi. Infine, Design Innovation si è occupato dell’impostazione di base del progetto e di attività di concept e design, mentre San Marco della progettazione e realizzazione del dispositivo di aggancio-sgancio rapido. 

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Quali sono state le principali attività realizzate?

Siamo partiti dall’analisi di mercato e delle esigenze dell’utenza e da lì abbiamo ideato il concept per unità shelter. Abbiamo proseguito con la stesura della Specifica Tecnica per standardizzare, e con la fase di progettazione di massima per cellula (applicazione freddo, trasporto promiscuo), interfaccia, dispositivo aggancio-sgancio. Quindi abbiamo definito la progettazione definitiva, le verifiche strutturali e la realizzazione del prototipo.

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 Quali sono stati i principali risultati e le ricadute?

Partiamo dal presupposto che non esiste attualmente nel mercato un prodotto che possa essere reso intercambiabile come lo Shelter, andando ad integrare la filiera del trasporto dai grandi ai piccoli veicoli commerciali; pertanto il progetto ha un forte impatto sia a livello territoriale che per l’intero mercato di riferimento.

Nello specifico, per la realizzazione dei pannelli modulari componibili in materiale innovativo, abbiamo ottenuto i seguenti risultati;

  • Dispositivo di aggancio sgancio rapido tra modulo Shelter e sistema veicolo collegato a dispositivo di scarramento automatizzato;
  • Possibilità di combinare più moduli tra di loro per rendere possibile un più agevole trasporto multimodale (treno, rimorchio, veicolo commerciale leggero);
  • Possibilità di progettare in modo rapido e automatico una nuova versione di shelter grazie ad uno specifico archetipo parametrico (metodologia “EASY DESIGN”);
  • Sospensioni pneumatiche posteriori attivate con motore elettrico che permette una maggiore stabilità del carico e conseguente riduzione dei consumi e delle emissioni.-

Shelter

Adesso che il progetto di ricerca è concluso, quali potranno essere prospettive e applicazioni del progetto sviluppato?                                                                                                                    

Sono convinto che le ricadute possano essere ancora maggiori di quelle prevedibili oggi. Ritengo che ci debba essere una ulteriore fase di sviluppo del progetto a livello di ricerca applicata e di ingegnerizzazione di produzione. Lo shelter ha moltissime possibilità di applicazioni e ha altrettante possibilità concrete di ulteriore sviluppo che, azzardo a dire, potrebbe perfino sconvolgere le attuali modalità di movimentazione delle merci e perfino della produzione con grandi riduzioni di costi logistici e migliore qualità dei servizi offribili.

Applicando meglio le nuove tecnologie di saldatura e di piegatura, utilizzando materiali termoisolanti leggeri e resistenti il futuro applicativo consentirà a molti settori, in particolare nei trasporti, di risparmiare tempo, consumi e quindi riduzioni importanti di CO2. 

INTERVENTO DI COSIMO – RETE 8 ECONOMY 16-02-15

-> PRESENTAZIONE SHELTER

SCHEDA SHELTER_BR

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